I Cappuccini

Nel 1535, esattamente due secoli dopo il trasferimento dei frati del Carmine, il nostro Borgo divenne sede di una nuova, importante fondazione religiosa: quella dei Cappuccini. L’ordine nacque agli inizi del Cinquecento per iniziativa di alcuni frati francescani dell’Italia centrale, che in polemica con i loro conventi di appartenenza si ritirarono in sperduti eremi dell’Umbria, anelando ad una vita più conforme all’insegnamento del Santo fondatore. Nel 1532 il papa Clemente VII ne approvava la Regola, e autorizzava la costruzione di conventi Cappuccini. Tra i fondatori dell’Ordine spiccava, per competenza dottrinale, santità di vita ed anche per riconosciute capacità organizzative, un nostro concittadino, Bernardino Pallio.

Costui, nato nel 1476 dalla nobilissima ed antica famiglia dei Pallio, dopo aver condotto il noviziato presso il convento dei Francescani Osservanti, si trasferì a Roma per proseguire gli studi teologici, e vi fu ordinato sacerdote. Proprio a Roma si avvicinò ai primi “riformati” dell’Umbria, sposandone la causa, abbracciando poi la Regola cappuccina nel 1533. Nel 1535 fu eletto Vicario Generale dell’Ordine, e grazie alla sua instancabile attività i Cappuccini si diramarono rapidamente in tutta Italia. Non è certo un caso se proprio nel 1535 nasce il primo insediamento astese; anzi, è verosimile che esso si sia stanziato su terreni di proprietà della famiglia di frate Bernardino Pallio ( ormai noto come padre Bernardino da Asti), il quale, pur spogliatosi dei suoi averi, continuava ad essere un riverito e stimato “pezzo grosso” in ambito religioso. La regola dei Cappuccini imponeva loro di costruire le proprie sedi in luoghi sufficientemente lontani dai centri abitati, ma non tanto da ostacolarne la missione d’apostolato e d’assistenza agli umili. Il primo, provvisorio insediamento astese fu costituito da una cascina situata al “piano della Torretta”, (forse donata dai Pallio), all’inizio della strada della Val Rilate ( oggi area Saffa).

Nel 1539, grazie alle offerte dei cittadini, i frati trasformarono le strutture preesistenti in un confortevole convento, dotato di una chiesa sufficiente ai loro bisogni e a quelli della popolazione circostante. Purtroppo il sito pianeggiante si rivelò poco idoneo, a causa dei frequenti straripamenti invernali del torrente Rilate; nel 1578, grazie alle elemosine dei fedeli, il convento fu trasportato sulla collinetta vicina, che ancora oggi porta il nome di “località Cappuccini”. La chiesa, che fu in seguito restaurata nel 1777, era una bella costruzione in stile tardo-manierista: a navata unica coperta da una volta a botte, oltre all’altar maggiore dedicato alla Concezione di Maria, aveva due cappelle dedicate rispettivamente a San Fedele da Sigmaringa e a San Felice. Proveniente dalla chiesa precedente, sul muro laterale era esposto un bel ritratto del padre Bernardino da Asti, eseguito prima della sua morte avvenuta nel 1546.

Attorno alla figura del frate furono poi dipinti alcuni fatti miracolosi che ne illustravano la santità della vita. Il convento dei Cappuccini godette di notevole prestigio in Città, ed i suoi religiosi erano benvoluti da tutti per la solerte attività a sostegno dei poveri. In particolare si distinse durante la terribile peste del 1630, quando nelle sue vicinanze fu allestito il Lazzaretto in cui i frati si prodigarono eroicamente nell’assistere i malati contagiosi ed i moribondi. C’è un motivo un po’ più prosaico, anche se non meno simpatico, che ne spiega il successo e la fama. Dal XVII secolo il Convento divenne la meta obbligata delle scampagnate che gli astesi di ogni condizione facevano nei giorni di Pasqua e di Pasquetta.

I prati circostanti venivano letteralmente invasi da una folla festante ed allegra, che trascorreva i due pomeriggi festivi tra merende e danze improvvisate. Dato l’enorme afflusso di persone, sorgevano numerosi “cabaretti”, veri e propri stands gastronomici che servivano a prezzo ragionevole semplici vivande calde o fredde e vino in quantità. Il convento fu purtroppo soppresso nel 1801, con grande rammarico di tutta la Città; i suoi edifici furono rapidamente spogliati ed in seguito demoliti. Tornando alla figura del padre Bernardino Pallio da Asti, ci piace riportare un breve riassunto delle note biografiche a lui dedicate nel sito Internet dei Frati Cappuccini, e ci piace anche constatare la venerazione e la stima che l’Ordine tributa ancora oggi ad uno dei suoi Fondatori.