Secolo XIV: La crisi dell'assetto territoriale

Già prima del 1280, per difendere i vasti quartieri sorti al di fuori della prima cinta muraria, fu apprestato un nuovo recinto difensivo di spalti in terrapieno, definito “Clausura Burgorum” ( Recinto dei Borghi). Tra il 1310 ed il 1330 il recinto fu sostituito da una solida, lunghissima cerchia muraria.

La vastità dell’area in essa compresa ( poco meno di 140 ettari, una superficie paragonabile a quella delle maggiori città italiane dell’epoca) impose una drastica ridefinizione degli accessi urbani; per semplificarne il controllo strategico e militare, e più ancora quello doganale e fiscale, le originarie dieci porte cittadine furono ridotte a tre sole, e cioè porta Sant’Antonio ( oggi Piazza Porta Torino), porta San Pietro ( oggi piazza I° Maggio) e porta San Quirico ( oggi piazza Marconi).

L’antica porta di San Lorenzo, murata, scompariva definitivamente dalla Storia, e con essa ogni potenzialità di sviluppo per gli insediamenti borghigiani sorti lungo la strada che vi faceva riferimento. Il trasferimento dei frati del Carmine entro le mura completò l’opera, sottraendo a quella fetta di Burgi Coherentes uno dei principali presupposti alla loro espansione. L’area, tuttavia, non andò desertificata: la fertilità dei suoli, la loro amenità, l’abbondanza di corsi d’acqua, la vicinanza con la Città continuarono a garantire la sua eccellenza rurale ed agronomica, fortemente rafforzata dalle politiche immobiliari del ceto dirigente cittadino, come vedremo nei paragrafi seguenti.