1167: S.Lorenzo "Ad Curia"

Com’è noto fino al 1190 la Città d’Asti non disponeva di un efficiente cerchia di mura, ma di un recinto eterogeneo di difese costituite in gran parte da sepes, cioè palizzate di legno rivestite di spine e di rovi.

In esso si aprivano tuttavia già dalla metà del XII secolo le Porte destinate ad una lunghissima sopravvivenza. Bisogna ricordare che il recinto delle sepes non corrispondeva perfettamente alle poderose mura costruite fra il 1190 ed il 1220; sul lato nord della Città esso si disponeva leggermente a sud dell’attuale Via Testa, ed un ampio fossato lo separava dal recinto autonomo del Castelvecchio.

Nei pressi dell’incrocio fra Via Testa e via Milliavacca si apriva la porta di San Lorenzo, già citata nel 1167. Prendeva il nome dall’antica chiesa parrocchiale di San Lorenzo “ad Curia”, ubicata un poco più ad Ovest dell’attuale piazza Lugano, sorta prima del 924 lungo la strada in uscita dalla Città che ricalcava l’antica via romana citata nei paragrafi precedenti. L’importante edificio religioso prendeva il nome dalla “Curia”, cioè dal settore extraurbano di stretta pertinenza cittadina, che così era definito nel corso del X secolo. Era una chiesa parrocchiale, ed il suo distretto si estendeva quasi totalmente nell’area fuori dal recinto, comprendendo con ogni probabilità gran parte del territorio che oggi costituisce il nostro Borgo.

Nel 1190 iniziò la costruzione delle mura “di Città”, che quasi ovunque ricalcarono l’antico recinto delle Sepes, ma che intorno a San Lorenzo si spostarono notevolmente più a Nord, inglobando l’abitato sorto attorno alla chiesa, e raccordandosi al preesistente recinto del Castrum vetus. La stessa porta urbica fu ricostruita a monte della precedente, mantenendo la denominazione ormai consolidata. L’area in antico definita “Curia” si poteva ormai considerare urbanizzata a tutti gli effetti, almeno nella fascia più a ridosso dell’antico recinto. Da essa proveniva, infatti, una famiglia che già dal XII secolo sarebbe emersa ai massimi livelli nel ceto dirigente della Città: i De Curia.

Il suo stesso cognome continuò per secoli a costituire un omaggio al territorio da cui ebbe origine. La chiesa di San Lorenzo, per contro, continuò a rimanere fuori le mura, rappresentando assieme alla strada che lo costeggiava un polo generatore per il futuro sviluppo dell’abitato extraurbano.